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I nomi delle
vie di una città vengono scelti affinché rimanga un ricordo di personaggi
famosi, di fatti, di luoghi, ecc.
A Firenze esiste una via che "non dice niente" ai
Fiorentini, e andando a ricercare evoca un ricordo di tempi passati e ambienti fastosi,
ma anche un segno di inciviltà da parte della città. Si tratta di
Via della Villa
Demidoff: questo nome ricorda ai
Fiorentini la villa Demidoff di Pratolino, che è stata riaperta in tempi
recenti alla cittadinanza dalla Provincia di Firenze. Ma la
Villa Demidoff cui si riferisce il nome della via era situata proprio lì a
Novoli, in quell'area (dov’è appunto la via) dove attualmente si ergono
condomini spropositati, edifici scolastici prefabbricati, laboratori artigiani:
in pratica mezzo quartiere.
Si trattava invece di una Villa che fu costruita nel 1800 da
Nicola Demidoff, che dal palazzo di Via S. Niccolò desiderava spostarsi in
campagna, e sorgeva all'incirca sui terreni compresi fra l'attuale Torre degli
Agli ed il torrente Mugnone da una deviazione
del quale si riforniva uno splendido laghetto, interno al parco che Anastolio
Demidoff era solito traversare remando con una piccola barca.. La Villa era un
imponente edificio in stile neoclassico con appunto un bellissimo parco
annesso, una Villa al cui confronto la residenza reale inglese di Buckingam
Palace quasi scomparirebbe...
Quando la Villa di San Donato fu venduta, la famiglia si trasferì
a Pratolino dopo aver anche venduto all'asta tutti i bellissimi mobili, quadri
e suppellettili della villa stessa.
La Villa fu dapprima acquistata dalla Società Immobiliare dei
Fratelli Scala di Roma, la quale distrusse tutte le pareti divisorie interne
per ricavare un enorme magazzino che venne affittato al Comando del Genio
Militare, Ufficio Lavori di Firenze. Altri annessi, come le splendide serre
ecc., furono modificati onde ottenere appartamenti e botteghe per artigiani.
Il colpo finale fu inferto dalla famiglia Benelli di Prato che,
dopo aver acquistato ciò che rimaneva della villa, iniziò la lottizzazione con
chiari intenti.
Sorgono
spontanee due domande. La prima è legata al disinteresse delle amministrazioni
cittadina per la famiglia Demidoff e per questa Villa che avrebbe potuto
costituire un diverso sviluppo per una zona sacrificata in seguito dalla
cementificazione selvaggia (vedi le costruzioni della Fiat ). La seconda
domanda che ci si pone è perché proprio la Sovrintendenza ai Beni Artistici e
Storici, presso la quale rimane un'ampia documentazione fotografica, abbia
permesso tutto questo.
A Novoli
rimangono come lontano ricordo della Villa Demidoff, le due piccole costruzioni
ai lati dell'ingresso della scuola e che costituivano la porta lato sud, nonché tracce del fabbricato centrale,
attualmente adibito a botteghe artigiane.
La storia della
famiglia Demidoff e
della Villa di
Novoli è narrata
nel libro
"Il principato fiorentino
dei Demidoff" di Gino Chelazzi jr, reperibile presso le edizioni Demidoff, tel.
055 827292 fax 055 8277528.
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